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in volo con le api

Fiume di Pietra è in primo luogo un angolo privilegiato  a 600 mt. di altitudine nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio.

Luogo diretto e fortemente voluto e tutelato da Paola Acampa, artista Patafisica  e creatrice di Fiume di Pietra.

La struttura prende il nome dal fiume di lava dell'eruzione del 1944 e a vocazione culturale/artistica/didattica;  é stata definita "dimora delle culture” di Paola Acampa per la forte attitudine della sua creatrice di promuovere sinergie tra culture diverse.

Fiume di Pietra è:

- centro di accoglienza

  • per attività di immersione naturalistica in ambiente vesuviano;
  • per escursioni,
  • percorsi e passeggiate nel Parco del Vesuvio.

- dimora del pathos

  • per stage, seminari, manifestazioni e performances in ambiente ameno e stimolante per associazioni, gruppi culturali e artistici.

- fattoria didattica

  •  per la sensibilizzazione naturalistica ed ecologica attraverso esperimenti, laboratori di ricerca e produzione, esperienze di conoscenza e informazione, percorsi naturalistici a dimensione emozionale/ludica/fantastica.

http://www.fiumedipietra.org/

 

venerdi 10 luglio ore 19
Presentazione del Libro di Luisella Carretta
 In Volo con le api.
A cura di Dino Savelli e Maurizio Scognamiglio.
sabato 11 luglio ore 10.00 Laboratorio di disegno del volo delle api.
A seguire presentazione del PATAPART n. 8- Rivista Patafisica
 e l PulciNella Lava spettacolo di guarrattelle
di Salvatore Gatto
 
 
 
 
 

Decrescita

di Andrea Bertaglio

vivere la decrescita felice
La copertina del libro di Filippo Schillaci "Vivere la Decrescita, una felice esperienza di autoproduzione"
La Decrescita è un’idea? Anche. Ma, prima di essere ciò, è un fatto, una realtà interna alla vita quotidiana, a volte praticata da persone che, senza saperlo, hanno spontaneamente e semplicemente migliorato il proprio vivere quotidiano.

L’esperienza individuale di una di queste persone è divenuta oggi il filo conduttore di un libro in cui la narrazione del proprio percorso si affianca alla sua relazione con l’esterno, generando riflessioni il cui orizzonte si allarga spesso fino a coinvolgere la scala planetaria. Il libro delinea così il ritratto, visto da lontano ma non troppo, di un mondo frenetico, distruttivo e autodistruttivo (“il loro mondo”), e il diario a posteriori delle tappe di un’esperienza che può ben vedersi come il primo passo per il superamento di esso.

Tutto comincia nella primavera del 1996 quando Filippo Schillaci, tecnico informatico presso un ateneo romano, lascia il suo appartamento e va a vivere in campagna, in quei “1000 metri quadri di pianeta Terra” che sono ormai da anni la sua casa, la sua scuola di “contatto col mondo reale” e anche l’osservatorio che gli offre la giusta distanza da cui guardare “quel loro mondo” che da ogni parte lo circonda. Esteriormente non è altro che un “cambiar casa” ma diviene in breve tempo molto di più: diviene un cambiar vita, liberandone fette sempre più ampie dalla totale dipendenza dal mondo delle merci, e dunque dal denaro.

L’autore non abbandona del tutto la propria convenzionale attività retribuita ma vi affianca l’autoproduzione di beni di uso quotidiano; impara a coltivare un orto, a curare gli alberi da frutto, poi a raccogliere e usare l’acqua piovana, a costruire e riparare da sé semplici oggetti o anche parti della casa.

“È una sorta di diario di viaggio”, scrive nel Prologo, “ma anche una discussione sulla concreta possibilità per ognuno di migliorare il proprio stile di vita qui e adesso, senza impegnarsi necessariamente in «ardimentose» avventure alternative bensì semplicemente mutando la propria percezione di alcuni concetti chiave della vita di ogni giorno: benessere, divertimento, lavoro, tempo libero. E mutando di conseguenza le proprie scelte in ciascuno di tali campi”.

E’ un libro di esperienze, e per scriverle l’autore si è messo in viaggio: dall’Emilia, dove ha visitato una delle prime case passive italiane, alla Sicilia, dove ha visto e descritto le realizzazioni di un tecnico esperto in energia solare.

Dietro questa attenzione alle realizzazioni concrete, c’è la convinzione, mai esplicitamente proclamata ma sempre avvertibile nelle pagine del libro, che la Decrescita sia un pensiero positivo che miri a costruire, realizzare. E’ in funzione di questo spirito che chi sostiene la Decrescita opera le sue scelte: verso il più leggero, il più piccolo, il più duraturo, il più mite.

Ma ogni scelta implica il prendere le distanze da ciò che la nega, assumendo così a uno sguardo superficiale l’apparenza di un no, quell’apparenza su cui “stranamente” si concentra in maniera esclusiva l’attenzione dei critici. Questo è dunque un libro che enuncia dei sì: sì a un certo modo di produrre i beni, di usare il proprio tempo, sì a un’organizzazione sociale comunitaria e solidale, sì a certi modi di produrre e di risparmiare energia. Ma è, proprio per questo, un libro che enuncia anche i suoi conseguenziali no.

Ecco dunque che la scelta di vivere un rapporto diretto con il mondo reale implica il rifiuto di una società che rinchiude sempre di più l’individuo nel bozzolo di un immaginario alienante e mistificatorio, così come il desiderio di autodeterminazione produttiva implica il rifiuto dell’industrializzazione forzata di ogni attività e la conseguente concentrazione della produzione in strutture di grosse dimensioni prive di qualsiasi rapporto con le realtà locali.

Un intero capitolo (Cosa non autoprodurre) è dedicato ad un argomento su cui abitualmente si sorvola nonostante sia una delle maggiori cause di devastazione ambientale a livello mondiale: la carne, ovvero l’alimento per eccellenza della società della crescita. E comincia confutando un equivoco estremamente diffuso: che la cosa più importante nelle scelte alimentari sia mangiare cibo locale.

Il dispendio energetico legato alle “filiere” alimentari è dovuto in gran parte alla produzione, non al trasporto; l’alimento la cui produzione richiede le maggiori quantità di energia, provocando le maggiori devastazioni ambientali è proprio la carne. Un alimento, oltre tutto, di cui possiamo tranquillamente fare a meno senza dover per questo rinunciare ai piaceri della tavola.

Un’altra idea, questa volta esplicitamente sostenuta, è che un diverso modo di fare debba venir accompagnato da un diverso modo di essere, idea che emerge ripetutamente dalle pagine del libro a cui viene dedicato uno dei capitoli cruciali: Cosa non ri-produrre. C’è qualcosa che dobbiamo guardarci dal portare in valigia nel viaggio che ci conduce dal “loro mondo” al “nostro altro mondo possibile” ed è quel modo di essere nato per giustificare il fare della società della crescita.

E’ la cultura della separazione fra uomo e natura, la cultura del dominio del primo sulla seconda, in una parola l’antropocentrismo, di cui l’autore ripercorre la genesi attraverso un ideale viaggio nel tempo e ne prospetta il superamento, verso il recupero di una visione dell’uomo come parte armonica delle comunità viventi della Terra.

Solo in una società umana che ha rimosso dal suo immaginario il tumorale mito antropocentrico l’insieme di pratiche alternative e sostenibili che la Decrescita promuove può attecchire come una prassi naturale piuttosto che esser visto come un ripiego posticcio, una costrizione da attuare a denti stretti sotto la spinta del disastro ecologico globale.

 

http://www.terranauta.it/a1153/le_recensioni_di_terranauta/vivere_la_decrescita_una_felice_esperienza_di_autoproduzione.html

BELL A BICI vita e viaggi in bicicletta Luigi Bairo

Viaggiare fuori dalle catene di montaggio del turismo organizzato dai tour operator e dalle agenzie? Con la bicicletta è possibile. Questo libro spiega tutto, ma proprio tutto, quello che c'è da sapere per chi vuole girare il mondo con questo sano ed economico mezzo: la scelta del mezzo, gli accessori, la sicurezza. La bicicletta come metafora per scoprire un modo nuovo di stare nel mondo e nella natura, imparando a cogliere quelle sfumature e quei particolari che richiedono tempo e silenzio per essere metabolizzati. Un manuale antistress per recuperare, attraverso un mezzo popolare, salute fisica e mentale.

"Per una vita migliore ovvero il libro dell'autosufficienza" di John Seymour, mondadori 1977

Noi possiamo fare da soli, o possiamo pagare qualcuno perché lavori per noi. Questi sono i due “ sistemi ” che ci consentono di vivere; potremmo definirli “ sistema di autosufficienza ” e “ sistema dell’organizzazione ”. 
Il primo tende a formare persone, uomini e donne, che sanno badare a loro stessi; il secondo a produrre elementi adatti all’organizzazione. Tutte le società esistenti si basano su una combinazione dei due sistemi, ma le proporzioni variano.

E nel mondo moderno, durante gli ultimi cent’anni, c’è stata una svolta colossale, unica nella storia: il passaggio dall’autosufficienza alla organizzazione. Come risultato, la gente diventa sempre meno capace di fare da sola, e sempre più dipendente dagli altri di quanto non sia mai stata prima nella storia. Si potrà dire che siamo molto più colti e istruiti di qualsiasi altra generazione precedente, ma resta il fatto che non sappiamo, in realtà, far più nulla da soli. 
La gente dipende in massima parte da organizzazioni di vasta complessità, da macchine fantastiche, da sempre più alti introiti di denaro. E quando c’è un intoppo, un guasto, uno sciopero o la disoccupazione ? Forse che lo Stato fornisce tutto il necessario ? In alcuni casi si, in altri no.
Molta gente cade attraverso le maglie della rete di sicurezza, e allora che cosa succede ?
Si soffre, si resta delusi, addirittura scoraggiati. 
Perché non si cerca di reagire ? 
La risposta, in genere, è fin troppo ovvia: non si sa come fare, non lo si è mai fatto prima, e non si sa nemmeno da dove cominciare.
John Seymour ci può dire come fare ad aiutarci e in questo libro ce ne dà una dimostrazione pratica. Seymour è uno dei grandi pionieri dell’autosufficienza. I pionieri non debbono essere imitati, bisogna imparare da loro. 
Dovremmo forse metterci tutti a fare quello che ha fatto e sta facendo John Seymour ?
Certamente no. 
L’autosufficienza totale è una situazione di squilibrio, esattamente come l’organizzazione totale.

I pionieri ci mostrano quello che si può fare e spetta a ciascuno di noi decidere quello che si dovrebbe fare, vale a dire che dovremmo essere noi a ridare un po’ di equilibrio alla nostra esistenza.

Debbo mettermi a produrre tutto il cibo che occorre a me e alla mia famiglia ? Se cercassi di farlo, probabilmente riuscirei a far ben poco d’altro. E che fare per tutte le altre cose che ci occorrono ? Debbo diventare un tuttofare, o almeno provarmici ? In moltissimi campi mi troverei a essere parecchio incompetente e orribilmente inefficiente. 
Ma che divertimento, invece, produrre o fabbricare alcune cose da solo, per me stesso: che soddisfazione, che sensazione di liberazione dall’oppressione di una totale dipendenza dalle organizzazioni ! 
E quel che forse è ancor più importante: che scuola, per la personalità! e' come riuscire a mettersi in contatto con i processi reali della creazione. L’innata creatività dell’uomo non è affatto cosa da poco o accidentale; trascuratela o lasciatela da parte, e potrà diventare una fonte di veleno, dentro di voi, capace di distruggere voi e tutte le vostre relazioni con l’umanità; e, su scala di massa, può — anzi, è certo — distruggere la società.

Per contro, nulla può fermare il fiorire di una società che riesce a dare libera espressione alla creatività della sua gente, di tutti gli individui. e' un processo che non può essere organizzato e ordinato dall’alto. Non possiamo aspettarcelo daI governo, dobbiamo provvedere da soli a realizzare una simile situazione. E nessuno di noi può restare ad “ aspettare Godot ”, perché Godot non arriva mai; e' interessante pensare a tutti i “ Godot ” che l’umanità moderna sta aspettando: questo o quel fantastico successo tecnico, questa o quella colossale nuova scoperta di giacimenti di petrolio o di gas naturale; l’automazione che consenta a tutti, o a quasi tutti, di non muovere più un dito; una politica di governo che risolva, una volta per sempre, tutti i problemi; compagnie multinazionali che facciano massicci investimenti nei migliori e più recenti campi della tecnologia; o, semplicemente, “ la prossima svolta nell’economia ” -

John Seymour non ha mai “aspettato Godot”. E’ questa l’essenza della capacità di autosufficienza: cominciare subito, senza aspettare che avvenga qualcosa.

La tecnologia che sta alla base dell’autosufficienza di John Seymour è ancora rudimentale al massimo, e può, na­turalmente, venire migliorata. Più saranno coloro che si dedicheranno a questa attività, e maggiore sarà il ritmo di perfezionamento, l’apporto di tecnologie destinate a dare sicurezza in se stessi e gioia nel lavoro, a incrementare la creatività e, di conseguenza, permettere una buona vita. 
Questo libro costituisce un bel passo avanti lungo questa strada, ed è per questo che io ve lo raccomando calorosamente.
By dr. E.F. Schiumacher  - Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico

http://www.mednat.org/agri/autosufficienza.htm

 

Seymour J. - IL LIBRO DELLA AUTOSUFFICIENZA -  V ED.

 

philosophia perennis

philosophia
SE SEI IN AMORE CON QUALCUNO,
IL REQUISITO ESSENZIALE   E':
 RENDERE L'ALTRO PIU'  LIBERO POSSIBILE.
PERCHE SOLO SE LASCI LIBERTA' ALL'ALTRO,
PUOI ESSERE LIBERO ANCHE TU.
E  NELLA  LIBERTA'  LA PAURA SCOMPARE.
LA PAURA  FA'  PARTE DELLA SCHIAVITU'
 
 
OSHO RAJNEESH

a proposito d'amore....................

 
E’ molto difficile amare veramente. Solo chi possiede un alto grado di consapevolezza può amare realmente.
Amare significa lasciare all’altro la libertà di essere se stesso in ogni istante del proprio cammino insieme, ed esserne capaci implica aver raggiunto una maturità interiore tale da non temere neanche il venir meno dell’affetto o dell’interesse da parte dell’amato.
Amare vuol dire desiderare la gioia del proprio amato senza porre alcuna condizione e senza aspettarsi nulla in cambio.

L’amore è una qualità del proprio essere, se la si possiede, ne beneficia indistintamente chiunque ne venga a contatto, un amante, un amico, un figlio, uno sconosciuto.

Si dovrebbe stare insieme soltanto perché si sta bene “con”, e invece molto spesso si sta insieme perché si sta male “senza”.

Solo se hai sconfitto la paura della solitudine sarai capace di amare. Solo se ami la solitudine ogni momento vissuto con l’altro diventa una scelta d’amore.

Il matrimonio è una farfalla infilata in uno spillo. L’amore è un fiore vivo, se lo chiudi in una campana di vetro soffoca e muore, allora per cercare di tenerlo in vita lo trasformi in un fiore di plastica, sintetico, ma non è più un fiore, è un pezzo di plastica. Una rosa vera corre tutti i rischi dell’essere reale, è esposta al sole, al vento e alla pioggia… (Osho)

La libertà è un valore più elevato rispetto all'amore: pertanto, quando un amore distrugge la libertà, non merita di essere vissuto. (Osho)

uomo nuovo.................

è acchiappano ancora le nuvoleNUOVO UOMO

Giuliana Conforto
Il contributo prezioso della Conforto ci aiuta nella definizione del NUOVO UOMO


LA FORZA o VITA COSMICA
Chi sei? Forse sei in questo mondo, ma non sei di questo mondo. Il problema è che non lo ricordi. La tua memoria è limitata dalle convinzioni con le quali sei stato 'educato' fin da bambino e credi percio' che questo e' l'unico possibile mondo.

"Ci sono infiniti mondi ed un'unica Forza che li unisce e li rende vivi, l'Amore", scrive Giordano Bruno.

Un nuovo mondo e' possibile, ma serve l'uomo nuovo che crede in se stesso.
L'arte della memoria e' un modo per accedere alla tua memoria genetica, ove e' stampato anche il tuo personale progetto che nel fondo hai sempre sognato e saputo. Oggi l'Energia necessaria per realizzarlo c'e': e' quella della Vita, la Forza cosmica che ha generato tutto e tutti e che ora sta offrendo all'essere umano l'opportunita' di evolvere, cioe' di attivare le sue potenzialita' latenti.
Un sogno? No, la Forza e'stata rivelata persino in laboratorio, ma chiamata con un nome (forza debole) che nasconde il suo straordinario significato per l'essere umano; la scienza sa tuttavia che penetra ogni nucleo atomico e quindi penetra ogni corpo umano che e' composto da atomi.
Puoi riconoscere il Suo messaggio se sei pronto a riconoscere la Sua Intelligenza e le Sue tante espressioni: i tuoi sogni, emozioni, desideri, progetti, visione e voce interiore.
La Forza debole non e' l'unica che penetra il corpo umano; c'e' un tenero e delicato gioco tra la Forza e le altre forze cosmiche ( gravita', elettromagnetica e nucleare ) le quali compongono il Suo lato oscuro e sembrano opporsi alla Sua evoluzione: un gioco che spetta a ciascuno compiere e che puo' apparire come conflitto tra l'apparenza esterna e le sensazioni interne; un gioco che ognuno puo' vincere se vuole, con l'amore e la passione della vera ricerca, cioe' quella all'interno di se stessi.
La Forza e' trasparenza, liberta', verita'. Ognuno di noi puo' percorrere le vie della Forza; non e' un film di fantascienza, ma una scienza futura che saggi come Giordano Bruno gia' conoscevano; e' coscienza che comprende integralmente il messaggio della Vita e soprattutto il ruolo cosmico, immortale dell'essere umano.
La coscienza e' la base di una societa' giusta, trasparente e capace di rispettare la Vita nei fatti e non solo in intenti e parole che poi si dimostrano vani.
La Vita e' informazione, forse l'unica veramente libera, in questo mondo: contiene le note del tuo carattere, le tue abilita' creative, le infinite potenzialita' latenti del tuo cervello.
La libera informazione e' dentro di te, nel tuo codice genetico, o DNA: un intero universo di geni che mirano a salute, gioia, armonia e benessere del tuo corpo e si esprimono anche nelle tue tante abilita' creative, con emozioni, sogni, speranze, desideri ecc.
La Vita e' unita' organica profonda tra ogni singolo individuo e il tutto: e' liberta' individuale e unita' collettiva.
La vera e unica libera informazione, quella vitale, in questo mondo e' ignorata e repressa, ma tu puoi scoprirla se vuoi.
Il DNA e' il "filo" della Vita; in questo mondo e' diventato patrimonio di 'esperti' i quali hanno sì compreso le lettere del suo alfabeto, ma non il suo messaggio integrale che non e' solo una sequenza di lettere, ma una storia infinita, semplice, straordinaria ed emozionante: una storia di cui tu sei il protagonista e che spetta a te interpetrare e vivere.

Se vuoi, se credi in te e hai il coraggio di sfidare i 'confini', cioe' le tante idee e o trappole che tendono a vincolarti, puoi comprendere l'intero messaggio della Vita, cioe' usare la tua risorsa infinita, unita', amore, rispetto, dignita', capacita' di soddisfare i propri bisogni senza sfruttare gli altri e/o l'ambiente, la base indispensabile per una nuova era di pace, armonia, benessere e prosperita' per tutti, nessuno escluso. Giuliana Conforto

se sei in amore

se sei in amore.................

PHILOSOPHIA PERENNIS

philosophia SE SEI IN AMORE CON QUALCUNO,
IL REQUISITO ESSENZIALE   E':
 RENDERE L'ALTRO PIU'  LIBERO POSSIBILE.
PERCHE SOLO SE LASCI LIBERTA' ALL'ALTRO,
PUOI ESSERE LIBERO ANCHE TU.
E  NELLA  LIBERTA'  LA PAURA SCOMPARE.
LA PAURA  FA'  PARTE DELLA SCHIAVITU'
 
 
OSHO RAJNEESH

figli

KHALIL GIBRAN

I VOSTRI FIGLI NON SONO FIGLI VOSTRI.
SONO FIGLI E FIGLIE DELLA VITA STESSA.
VOI LI METTETE AL MONDO MA NON LI CREATE.
SONO VICINO A VOI
MA NON SONO COSA VOSTRA.
POTETE DAR LORO TUTTO IL VOSTRO AMORE ,
NON LE VOSTE IDEE
PERCHE ESSI HANNO LE PROPRIE IDEE.
VOI POTETE DA DIMORA AL LORO CORPO,
PERCHE LA LORO ANIMA ABITA NELLA CASA DELL 'AVVENIRE
DOVE A VOI NON E' DATO ENTRARE
NEPPURE COL SOGNO.
POTETE CERCARE DI SOMIGLIARE A LORO,
MA NON VOLERE CHE ESSI ASSOMIGLIANO A VOI,
PERCHE IL FIUME DELLA VITA
 NON VA' DALLA VALLE A MONTE
NE' RESTA FERMO NELL'ACQUA DI IERI.
VOI SIETE L'ARCO
 CHE LANCIA I FIGLI
VERSO IL DOMANI

KHALIL GIBRAN

I VOSTRI FIGLI NON SONO FIGLI VOSTRI.
SONO FIGLI E FIGLIE DELLA VITA STESSA.
VOI LI METTETE AL MONDO MA NON LI CREATE.
SONO VICINO A VOI
MA NON SONO COSA VOSTRA.
POTETE DAR LORO TUTTO IL VOSTRO AMORE ,
NON LE VOSTE IDEE
PERCHE ESSI HANNO LE PROPRIE IDEE.
VOI POTETE DA DIMORA AL LORO CORPO,
PERCHE LA LORO ANIMA ABITA NELLA CASA DELL 'AVVENIRE
DOVE A VOI NON E' DATO ENTRARE
NEPPURE COL SOGNO.
POTETE CERCARE DI SOMIGLIARE A LORO,
MA NON VOLERE CHE ESSI ASSOMIGLIANO A VOI,
PERCHE IL FIUME DELLA VITA
 NON VA' DALLA VALLE A MONTE
NE' RESTA FERMO NELL'ACQUA DI IERI.
VOI SIETE L'ARCO
 CHE LANCIA I FIGLI
VERSO IL DOMANI

PHILOSOPHIA PERENNIS

philosophia SE SEI IN AMORE CON QUALCUNO,
IL REQUISITO ESSENZIALE   E':
 RENDERE L'ALTRO PIU'  LIBERO POSSIBILE.
PERCHE SOLO SE LASCI LIBERTA' ALL'ALTRO,
PUOI ESSERE LIBERO ANCHE TU.
E  NELLA  LIBERTA'  LA PAURA SCOMPARE.
LA PAURA  FA'  PARTE DELLA SCHIAVITU'
 
 
OSHO RAJNEESH                
                               PHILOSOPHIA PERENNISperennis